Non ero mai stato così tanto tempo senza scrivere nulla…. più di due mesi!
Tra tante cose ho tralasciato il blog, ma con questo 2010 spero di ridare nuova linfa a queste pagine…
Ne sono successe di cose… sono negli occhi di tutti le immagini terribili del disastroso terremoto di Haiti e della rivolta degli immigrati di Rosarno, tutti ricordiamo la statuetta del duomo di Milano lanciata sul volto di Berlusconi e la donna che ha buttato giù per terra il Papa, ma tutti hanno dimenticato due cose: l’influenza A e la sentenza della Corte dei Diritti Umani di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle scuole, contro la quale il governo ha presentato ricorso.
E’ su quest’ultima questione che voglio soffermarmi e aprire il 2010 di “A Ruota Libera”.
Non ho intenzione di dire se è giusto o sbagliato, voglio solo fare un pò di storia sul perchè in Italia è presente il crocifisso nelle aule scolastiche… e non è certo perchè siamo un paese a maggioranza cattolica.
L’esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche viene disposta mediante circolare con riferimento alla Legge Lanza del 1857 per la quale l’insegnamento della religione cattolica era fondamento e conoramento dell’istruzione cattolica, posto che quella era la religione di Stato.
L’esposizione del crocifisso negli uffici pubblici in genere, è data con ordinanza ministeriale 11 novembre 1923 n. 250, nelle aule giudiziarie con Circolare del Ministro Rocco, Ministro Grazia e Giustizia, Div. III, del 29 maggio 1926, n. 2134/1867 recante “Collocazione del crocifisso nelle aule di udienza”.
In materia scolastica si ricordano, le norme regolamentari art. 118 Regio Decreto n. 965 del 1924 (relativamente agli istituti di istruzione media) e allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928 (relativamente agli istituti di istruzione elementare), che dispongono che ogni aula abbia il crocifisso.
Con circolare n. 367 del 1967, il Ministero dell’Istruzione ha inserito nell’elenco dell’arredamento della scuola dell’obbligo anche i crocifissi.
Nei Patti Lateranensi e successivamente nelle modifiche apportate al Concordato con l’Accordo ratificato e reso esecutivo con la L. 25 marzo 1985 n.121, nulla viene stabilito relativamente all’esposizione del crocifisso nelle scuole o, più in generale negli uffici pubblici, nelle aule del tribunale e negli altri luoghi nei quali il crocefisso trova ad essere esposto.
Ma vediamo pià da vicino i Patti Lateranensi.
L’11 febbraio 1929, il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini, capo del Fascismo, come primo ministro italiano firmarono un accordo bilaterale tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica. Il Concordato, conosciuto a tutti con il nome dei Patti Lateranensi dal nome del palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, disciplina l’attività ecclesiastica all’interno dello Stato stesso.
I Patti Lateranensi constavano di due distinti documenti:
il Trattato che riconosceva l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato della Città del Vaticano; con diversi allegati, fra cui, importante, la Convenzione Finanziaria;
e il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo.
Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio ed il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma e di rendere il clero esente dal servizio militare.
I Patti, inoltre, garantirono alla Chiesa il riconoscimento di religione di Stato in Italia, con importanti conseguenze sul sistema scolastico pubblico, come l’istituzione dell’insegnamento della religione cattolica.
Questa era già presente nelle scuole dal 1923 quando, durante il primo governo fascista, la riforma della scuola rese obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica con decreto reale del 1° ottobre del 1923, n 2185, del fascista Giovanni Gentile.
Con il concordato del 1929 poi, si introduceva e rendeva obbligatoria l’ora di religione anche nelle scuole medie e superiori, quale «fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica».
Nel 1948 i Patti furono riconosciuti costituzionalmente nell’articolo 7, («Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale».), con la conseguenza che lo Stato non può denunciarli unilateralmente come nel caso di qualsiasi altro trattato internazionale, senza aver prima modificato la Costituzione. Qualsiasi modifica dei Patti deve inoltre avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede.
Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l’approvazione del governo italiano. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall’ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico. Fu anche stabilito che l’ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa, scelta che deve essere effettuata e comunicata all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico successivo.
Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_Lateranensi
http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/23124.html
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