Rieccomi…
Con un pò di ritardo dovuto ha impegni vari, ma ci sono, non ho abbandonato il mio blog!
Inevitabile parlare di quello che sta succedendo in questi giorni, attorno al mondo del pallone, ma non solo.
Quello che è accaduto a Gabriele, è solo l’ennesima goccia che ha fatto traboccare per l’ennesima volta il vaso! Troppe volte è accaduto di dover assistere ad eventi drammatici legati o meno al calcio… e troppe volte si è deciso di fare “un giro di vite” per arginare la situazione; risultato? NULLA E’ CAMBIATO!
Dopo la morte del poliziotto Filippo Raciti scoppiò la tornello-mania, furono introdotti i biglietti nominali e sono state introdotte nuove norme. Risultato? NULLA E’ CAMBIATO!
Allo stadio si entra benissimo con un biglietto comprato da un bagarino con un nome fasullo; allo stadio si entra benissimo senza aver mostrato nessun documento d’identità; allo stadio si entra benissimo con uno zaino senza che la versione italiana degli “steward” te lo controlli… In alcuni stadi (soprattutto nelle curve) non ci sono i posti numerati!!!
Secondo il mio modestissimo parere, le leggi ci sono, a queste ne vanno aggiunte altre ancora più severe, ma VANNO FATTE RISPETTARE!
Ma il punto più difficile da combattere è la mentalità! La cosiddetta Mentalità Ultras, che porta a fare unire i colori solo se si va contro le forze dell’ordine, solo se si va a un funerale di un tifoso caduto per mano di un “nemico”.

Perchè se sei dell’altra squadra devi essere aggredito? PERCHE’?!
E’ una domanda che mi sono sempre posto da quando ero piccolo e seguivo la squadra del mio paese. La rivalità deve essereci, senza sarebbe tutto monotono, gli sfottò devono esserci altrimenti tutto sarebbe insipito… ma la violenza… quella proprio no… NON HA SENSO!
Se una famiglia non può passare una domenica spensierata allo stadio; se un padre deve avere timore di portare il figlioletto allo stadio, se durante una partita di pallone si piange dalla paura… allora vuol dire che NON viviamo in una società civile, perchè non c’è rispetto dell’altro… non c’è rispetto della vita!
Il calcio è uno sport e va vissuto come tale (lo so che si dice sempre così.. ma qua la gente non capisce… è meglio ripeterlo!) quindi, come recitava un vecchio spot alla fine del mitico “Tutto il calcio minuto per minuto”, “Se la tua squadra del cuore ha vinto brinda con Stock ‘84, se la squadra del cuore ha perso consolati con Stock ‘84″. Se pareggiava? Bhè… il marketing a quei tempi era quello che era… accontentatevi!
