Cosa ci poteva salvare dalla legge ammazza blog se non la legge salva blog?
Prima di entrare nel merito facciamo un passo indietro.
I primi di novembre si viene a sapere che è ritornata a viaggiare tra una scrivania e l’altra di Palazzo Montecitorio la vecchia legge Levi-Prodi definita l’ammazza blog, e subito riscoppiano le polemiche e le proteste del popolo della rete, cosicchè dopo un paio di settimane arriva la notizia che l’On. Levi cancellerà parte della sua proposta per venire incontro alle numerose richieste dei blogger, ma non basta… i blogger non sono soddisfatti.
Arriviamo al 19 novembre, l’On. Roberto Cassinelli, deputato di Forza Italia presenta una proposta di legge definita “salva blog”. L’effetto? Una nuova ondata di critiche ancora più pesanti!!!
Ma questa volta il risultato è diverso. L’On. Cassinelli decide di ascoltare le critiche mosse dalle migliaia di commenti giunti al suo blog e propone di scrivere insieme ai blogger stessi la nuova proposta di legge. Ed è così che si arriva al 30 novembre, data della presentazione della proposta 2.0 della legge “salva blog”
Vediamola insieme. (Qui il testo originale)
Modifiche all’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, in materia di definizioni e
disciplina del prodotto editoriale, e all’articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, n. 47,
per l’abolizione del reato di stampa clandestina
ART. 1.
1. Al comma 3 dell’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, primo periodo, dopo le parole « Al prodotto editoriale» sono inserite le seguenti « realizzato su supporto cartaceo».
2. Al comma 3 dell’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, secondo periodo, dopo le parole « Il prodotto editoriale» sono inserite le seguenti « realizzato su supporto cartaceo ».
ART.2
Dopo il comma 3 dell’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è inserito il seguente comma 4: « 4. Sono esclusi dagli obblighi previsti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, tutti i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet, ed in particolare quelli utilizzati quale strumento di espressione del pensiero e di aggregazione sociale e culturale, ad eccezione di quelli per cui sussista almeno una delle seguenti fattispecie:
a) il prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet risulta essere l’edizione telematica di un prodotto editoriale realizzato su supporto cartaceo per il quale sussistono tali obblighi, e con esso ha in comune
l’editore o il direttore responsabile;
b) l’editore del prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet intende avvalersi delle provvidenze previste
dall’articolo 3;
c) il prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet ha quale scopo unico o prevalente la pubblicazione e diffusione di notizie di attualità, cronaca, politica, costume, economia, cultura o sport, e sussistono entrambe le seguenti condizioni: il prodotto editoriale è gestito in modo professionale da una redazione di almeno due persone regolarmente retribuite; contiene al proprio interno inserzioni pubblicitarie che complessivamente costituiscono per l’editore fonte di reddito lordo per un importo non inferiore ad Euro
36.000 annui».
ART. 3.
1. L’articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è interamente sostituito dal seguente: « art. 16 (Omessa registrazione)
- 1. Chiunque intraprenda la pubblicazione di un prodotto editoriale periodico senza che sia stata eseguita la registrazione di cui all’art. 5, ove richiesta, è punito con la sanzione amministrativa sino a euro 500. 2. La stessa sanzione si applica a chiunque pubblica un prodotto editoriale non periodico, del quale non risulti il nome dell’editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero».
Innanzitutto volevo congratularmi con l’On. Cassinelli per il modo in cui ha affrontato la questione (e detto da uno che da queste pagine ha mosso critiche durissime verso il Governo attuale è più che un complimento!
). Finalmente un politico ha capito che per fare una legge che regolamenti la rete e l’universo dei blogger c’è bisogno di confrontarsi con i diretti interessanti, nel modo con cui comunicano i diretti interessati.
Per quanto riguarda la legge, penso che l’articolo 2 sia il più importante e dà un confine netto e preciso ai blog che devono registrarsi e quelli che non devono (ovvero la stragrande maggioranza).
Mi sembra giusto che chi trae un cospicuo profitto dal suo sito/blog debba pagare le tasse ed essere registrato. E non penso che Google AdSense porti a guadagnare 36mila euro lordi all’anno, quindi la maggior parte dei blogger può dormire sonni tranquilli.
Adesso non ci resta che sperare che questa proposta non venga modificata e stravisata dal Parlamento e da qualche emendamento dell’ultim’ora… Cassinelli ha promesso che vigilerà anche su questo… staremo a vedere!!!
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