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C’era una volta il calcio

giovedì, 15 novembre 2007 Lascia un commento Go to comments

Rieccomi…

Con un pò di ritardo dovuto ha impegni vari, ma ci sono, non ho abbandonato il mio blog!🙂

Inevitabile parlare di quello che sta succedendo in questi giorni, attorno al mondo del pallone, ma non solo.

Quello che è accaduto a Gabriele, è solo l’ennesima goccia che ha fatto traboccare per l’ennesima volta il vaso! Troppe volte è accaduto di dover assistere ad eventi drammatici legati o meno al calcio… e troppe volte si è deciso di fare “un giro di vite” per arginare la situazione; risultato? NULLA E’ CAMBIATO!

Dopo la morte del poliziotto Filippo Raciti scoppiò la tornello-mania, furono introdotti i biglietti nominali e sono state introdotte nuove norme. Risultato? NULLA E’ CAMBIATO!

Allo stadio si entra benissimo con un biglietto comprato da un bagarino con un nome fasullo; allo stadio si entra benissimo senza aver mostrato nessun documento d’identità; allo stadio si entra benissimo con uno zaino senza che la versione italiana degli “steward” te lo controlli… In alcuni stadi (soprattutto nelle curve) non ci sono i posti numerati!!!

Secondo il mio modestissimo parere, le leggi ci sono, a queste ne vanno aggiunte altre ancora più severe, ma VANNO FATTE RISPETTARE!

Ma il punto più difficile da combattere è la mentalità! La cosiddetta Mentalità Ultras, che porta a fare unire i colori solo se si va contro le forze dell’ordine, solo se si va a un funerale di un tifoso caduto per mano di un “nemico”.

sciarpe-tifoso-ucciso.jpg

Perchè se sei dell’altra squadra devi essere aggredito? PERCHE’?!

E’ una domanda che mi sono sempre posto da quando ero piccolo e seguivo la squadra del mio paese. La rivalità deve essereci, senza sarebbe tutto monotono, gli sfottò devono esserci altrimenti tutto sarebbe insipito… ma la violenza… quella proprio no… NON HA SENSO!

Se una famiglia non può passare una domenica spensierata allo stadio; se un padre deve avere timore di portare il figlioletto allo stadio, se durante una partita di pallone si piange dalla paura… allora vuol dire che NON viviamo in una società civile, perchè non c’è rispetto dell’altro… non c’è rispetto della vita!

Il calcio è uno sport e va vissuto come tale (lo so che si dice sempre così.. ma qua la gente non capisce… è meglio ripeterlo!) quindi, come recitava un vecchio spot alla fine del mitico “Tutto il calcio minuto per minuto”, Se la tua squadra del cuore ha vinto brinda con Stock ’84, se la squadra del cuore ha perso consolati con Stock ’84”. Se pareggiava? Bhè… il marketing a quei tempi era quello che era… accontentatevi!🙂

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Categorie:Altro
  1. nondire
    venerdì, 16 novembre 2007 alle 12:05

    Nulla cambia perchè alcune persone o Personaggi non vogliono Cambiare le cose….
    troppi interessi..troppa iposcrisia…..troppi incapaci!
    Chi paga il prezzo dell’ignoranza?……la gente onesta!

  2. biagio
    domenica, 18 novembre 2007 alle 14:42

    Partiamo dal presupposto che oramai l’azienda calcio fa si che circoli troppo troppo denaro e questa è una dei motivi che ha portato all’esasperazione il calcio stesso.
    Oramai è nata la mentalità “si deve sempre vincere” nessuno accetta la sconfitta e quando si perde reagiscono tutti allo stesso modo.
    Per di più la mentalità ultrà non cambia e non cambierà mai fin quando le leggi non verranno rispettate.
    La mia proposta sarebbe quella di far funzioanre realmente il carcere per quei facinorosi che non fanno altro che rompere il cazzo a chi vuole andare a vedere la partita tranquillamente.
    Che i facinori vadano in carcere con un africano che gli ficcasso un bel cazzo nel culo per 3 mesi e poi vi faccio vedere io come cambia la mentalità.
    Più rispetto per i tifosi bravi e più giustizia contro i facinorosi!

  3. domenica, 18 novembre 2007 alle 22:31

    @nondire: purtroppo hai perfettamente ragione!

    @biagio: capisco il tuo sfogo, ma ti prego di usare un linguaggio meno… come dire… vollgare?🙂
    Su questo blog ho scelto di non moderare i commenti perchè credo nella libertà d espressione… fatene buon uso!

  4. viandante
    martedì, 20 novembre 2007 alle 13:59

    Siamo andati e tornati dalla luna, ma non siamo ancora riusciti a coprire la distanza che c’è tra il nostro pudore e la verità.
    Mi sono posto due miliardi di volte la stessa domanda con risultati in larga parte ripetitivi: perchè un tifoso cd per bene o normale, se preferite, continua a rischiare la vita la domenica ben sapendo di farlo?
    Rispondere che c’è amore e/o passione per uno “sport” qual e’ il calcio mi pare un pochettino patetico, se non addirittura triste.
    Tuttavia ci deve essere qualche motivo fortissimo per decidere di rischiare la vita!
    Ad un tratto… l’illuminazione, la folgorazione!
    Certe cose le possono capire solo le persone a cui difetta in qualche modo la vista, perchè solo a loro capita di cercare ciò che hanno sul naso.
    Secondo un mio modestissimo parere la verità, scusate la parolona, è questa: “Vi piaceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!”
    La domenica senza sangue, senza fumogeni e tutte le altre piccole e grandi violenze fa schifo, ammettetelo e iniziamo ad occuparci di problematiche più urgenti e serie.
    Comunque non disperatevi, pensate a chi ha dovuto imparare a fare le siringhe endovenose per poter essere un poco felici.

  5. Lorena
    martedì, 20 novembre 2007 alle 14:59

    Il calcio italiano ancora una volta è attraversato da episodi di violenza inauditi e da lutti, ke ne stanno devastando i suoi valori e le sue prerogative. Anke quest’ultimo evento di gabriele, che con il calcio nn ha nulla a ke vedere, è stato trasformato in un’occasione per manifestare odio e istinti incivili con evidenti strumentalizzazioni.
    Purtroppo si vorrebbe eliminare l’accosamento ULTRAS=VIOLENZA , ma nn è possibile xè si sceglie sempre la via della violenza e dell’antisportività in tutto…siamo circondati da tifosi ignoranti ke al sentire del MESSAGGIO ANTI-VIOLENZA fiskiano e sbraitano…è la cultura ke deve cambiare!

  6. ruotalibera
    martedì, 20 novembre 2007 alle 19:00

    @viandante: piace… è veramente un parolone. Ma io penso che piace come piace vedere le lacrime in tv, come piace vedere le disgrazie e tutto quello che fa audience. Alla gente che va allo stadio per vedere la partita e basta, ti assicuro che tutto questo non piace (ed io ho frequentato per anni gli stadi e le curve).
    Certo i giornali e le tv al domenica senza calcio sarebbero desolamente vuoti. Ma ci si fa l’abitudine dopo un pò di tempo… e magari ritorneremo a leggere nei parchi e a fare la classica gita “fuori porta”.
    Il problema è il disagio giovanile che come hai sottolineato sono costretti a farsi le siringhe per divertirsi… mentre altri preferiscono le pietre e le spranghe.

    @lorena: cambiare la cultura? si dovrebbe cambiare tutta la società! Ma la vedo molto utopica come cosa… una cosa si può fare… far rispettare le leggi… ci vuole tanto?

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