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Tagli all’Università: ecco la Legge 133/08

giovedì, 23 ottobre 2008 Lascia un commento Go to comments

Mi è stato chiesto da più parti riassumere in poche righe quelli che sono gli articoli che interessano l’Università della legge 133/08.
Innanzitutto bisogna dire che non si tratta di una riforma della scuola e dell’università, ma si tratta di un decreto collegato alla legge finanziaria, e quindi sono direttive che provengono dal ministro Tremonti.

Articolo 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università.
In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

Articolo 66 comma 13
…In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

Cosa potrebbe accadere?

Allora, se viene ridotto il Fondo ordinario e per legge la tassa di iscrizione non può superare il 20% di questo Fondo, (per più informazioni leggere questo articolo) questo significa che le entrate diminuiranno sensibilmente. Una diminuzione delle entrate progressiva fino al 2013 comporterà una riduzione dei servizi e della qualità fino a minacciare l’esistenza dell’università stessa. Qual è la soluzione che possono adottare i rettori?  Qui arriva in soccorso l’articolo 16. Trasformando l’università in una fondazione di diritto privato. In questo modo si potranno raccogliere fondi da chicchessia anche perchè il comma 5 dello stesso articolo recita: “I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.”

Facciamo un esempio. Il signor PincoPallino dona un pò di soldini alla fondazione, quanto tempo impiegheranno i figli del signor PincoPallino a laurearsi con il massimo dei voti?

In pratica l’università verrà privatizzata e seguirà le linee guida del finanziatore o del politico di turno che la foraggia…

Se il futuro di una società si vede nelle università di oggi… allora lasciatemi dire che STIAMO INGUIATI!!!

Se proprio si dovevano tagliare le spese, perchè non tagliare le tantissime inutili spese militari o le spese dei politici e dei ministeri? E come mai invece, sono usciti tutti quei miliardi per salvare le banche? Tagliare le spese sull’istruzione e sulla ricerca significa tagliare le gambe al futuro

Se l’articolo ti è piaciuto votalo cliccando qui

  1. stormj83
    giovedì, 23 ottobre 2008 alle 22:57

    daccordissimo anche se forse non c’era neanche il bisogno di sottolinearlo…

    personalmente credo che, visto e considerato il periodo economico che stiamo attraversando, non ha assolutamente nessun senso tagliare sull’istruzione e ancor più sbagliato farlo sparando nel mucchio invece di andare ad intervenire laddove esistono effettivamente gli sprechi…invito chiunque la pensi diversamente a venirsi a fare un giro nella mia università per farvi vedere la situazione a 360*…piuttosto individuiamo altri settori in cui si pompa troppo denaro ingiustificatamente

    ricordate che famiglia scuola e lavoro sono alla base di una società civile…non lasciamo che altri si giochino (male) il nostro futuro e apriamo gli occhi sulla situazione attuale impegnandoci in una ricostruzione a partire da ciò che sta crollando!!!

  2. biagio
    venerdì, 24 ottobre 2008 alle 11:04

    è una vergogna!!!! si sta cercando di americanizzare il sistema universitario, non bastava già la trasformazione in un 3+2 e l’introduzione dei crediti, adesso dovremmo assistere a questo scempio per favorire per l’ennesima volta i ricchi.
    E’ facile fare politica tagliando ovunque si può e cercando indirettamente di favorire i ricchi per farli diventare ancore più privilegiati di quanto non lo siano già.
    ORA BASTA…..RIBELLIAMOCI

  3. merlin0
    venerdì, 24 ottobre 2008 alle 17:45

    ma di quale univeristà stiamo parlando? quella dove i concorsi sono predestinati e i figli dei ricchi comunque si laureano rapidamente? http://concorsibanditi.wordpress.com

  4. controreazioni
    venerdì, 24 ottobre 2008 alle 18:02

    Decisamente inguaiati.

  5. roby88
    venerdì, 24 ottobre 2008 alle 19:34

    ciao a tutti studenti e non.Sono una studentessa di scienze naturali di padova.Giovedì sono state sospese le lezioni nella mattinata, su consenso del senato accademico, per svolgere in diverse aule magne(fisica,chimica,biologia,scienze politiche)delle Assemblee di Facoltà per parlare insieme e fare proposte contro questa legge,approvata nella nota “manovra d estate”.Ecco gia questo a mio parer fa capire come nn c sia demo-crazia..cmq nn vorrei parlar d politica che nn me ne intendo molto,ma vorrei far notare che insomma a dir la verità a noi studenti c vogliono proprio cacciar via!!
    bhe s è parlato insieme tra studenti,professori,ricercatori e poi pure con il preside dell Ateneo, di quali iniziative possono essere prese in considerazione per FARSI SENTIRE.
    E’ proprio questo il punto:informarsi e informare sopratutto la gente comune!si niente che sia occupare i binari,bloccare la didattica o altro del genere(visto pure le minacce d mandare la polizia…)perche è proprio questo che in italia manca:
    una oggettiva comunicazione sopratutto da parte dei giornali!(visto che s sa l informazione alla tv è gia manipolata)
    Bhe sn emerse varie idee:”notti bianche” nei dipartimenti(conferenze serali su tematiche riguardanti l attività di ricerca), Divulgazione di informazioni riguardanti la legge 133 nelle classi degli ultimi anni delle scuole superiori;Eventuale video con interviste alle varie categorie afferenti al Dipartimento da proiettare in spazi pubblicitari dedicati;
    – Boicottaggio organizzato delle Reti Mediaset(da fare per creare pressione sul governo in tanti pero!)
    – Edizione di un giornale che divulghi le ragioni della protesta (sia web che cartaceo);
    Contatto con la trasmissione Report allo scopo di fornire loro materiale per un servizio giornalistico dettagliato;Ripetizioni agli studenti delle Scuole Medie e Superiori (bisogna decidere come).

    Bene questi sn gli argomenti che verranno trattati prossimamente nella prossima assemble del Tavolo Tecnico(una specie di consulta d studenti e professori a cui ho deciso d far parte e che ogni facoltà dovrebbe aver x organizzare e discutere di queste proposte anche in altre città d italia-PIU SIAMO MEGLIO è!-che sottolineo devono essere PACIFISTE,ORGANIZZATE e COORDINATE tra i vari atenei)
    per cui la comunicazione e l informazione dovrebbe essere alla base x tutti noi!
    è giunto il momento di farci sentire!nn scappare!! ma d far capire quanto questi eventi, se lascati a se, faranno cambiare il nostro paese x sempre.poi tutti ne vedranno, nn ora purtroppo, le conseguenze!!

    Questo sito m è stato consigliato proprio all assemblea di giovedi;dunque spero di aver porato informazioni importanti sopratutto su come l università di padova sta vedendo questa situazione!
    Prossimamente visitando il sito c sarà una cartella proprio riguardo questa assemblea.In ogni caso c sono sempre i rappresentanti di facoltà!
    Grazie a tutti per avermi ascoltata, spero d essere stata abbastanza chiara.

  6. Omar
    sabato, 25 ottobre 2008 alle 9:17

    complimenti! hai spiegato davvero egregiamente i tagli previsti dal Dl Gelmini.
    Grazie per la chiarezza!

  7. sabato, 25 ottobre 2008 alle 14:35

    @Stormj83, Biagio, Controreazioni: non ci resta che sperare che il vento cambi…

    @Merlin0: è vero che oggi l’università è comandata dai “baroni”, ma almeno tutti hanno possibilità di studiare. Cosi facendo, oltre a rafforzare il potere dei “baroni” si chiuderanno le porte dell’istruzione a migliaia di studenti che non potranno permettersi di pagare rette altissime.

    @Roby88: Grazie mille per il tuo contributo, sei stata chiarissima. E’ importantissimo in un paese con un’informazione bendata come il nostro, far conoscere tutte le iniziative e la vera anima di questa protesta. Le proposte fatte dalla vostra assemblea mi sembrano interessantissime, ci vorrebbe però un’unica linea di azione portata avanti da tutte o almeno dalla maggior parte delle università italiane.
    Stanno giocando con il nostro futuro… la situazione è molto ma molto più seria e preoccupante di quanto si volgia far credere.
    Segnalami anche il link del sito dove si parlerà dell’assemblea, sarò lieto di farlo conoscere a quante più persone possibile. A presto.

    @Omar: Grazie mille! Mi era stato chiesto da Biagio di fare un articolo che riassumesse i punti chiave con chiarezza, e sono contento che ci sia riuscito.

    Grazie a tutti i lettori del blog per le tantissime che sta ricevendo il mio piccolo blog. Continuate a seguirlo e a commentare gli articoli!

  8. Magoo
    domenica, 26 ottobre 2008 alle 16:48

    Sono uno studente della facoltà di Scienze Politiche di Forlì, qui si sta ancora litigando sulle virgole e sugli apostrofi, comunque si sono creati 2 punti informativi permanenti e un buon numero di professori ha già dato il proprio appoggio ad eventuali lezioni all’aperto. Per il resto si sta facendo(molto faticosamente) strada l’ipotesi di un occupazione simbolica di alcune piazze(con banchetti informativi) e della facoltà, permettendo comunque lo svolgimento delle lezioni.

    Roby88 l’idea degli incontri con gli studenti delle superiori è un’ottima idea, se poi partecipassero anche dei professori universitari di materie economiche e di diritto sarebbe anche meglio.

    Detto questo… Ma qualcuno ricorda che lo stato(quindi noi sfigati che nn abbiamo un commercialista “biricchino”) annualmente stanzia centinaia di milioni alle scuole private di ogni grado? E fino ad ora NESSUNO si è anche solo sognato di ridurre loro i fondi(staccare la spina definitivamente nn se ne parla nemmeno) ma anzi vengono aumentati ad ogni finanziaria?

    Loro hanno le guardie armate e tutto il polo di Forlì(6mila studenti circa) nn ha manco UNA mensa…

  9. ricercatore precario
    lunedì, 27 ottobre 2008 alle 18:16

    La “riforma” in atto è sicuramente sbagliata. I tagli ci DEVONO essere.. (ci sono in tutti i settori) ma non devono essere indiscriminati.
    Ritengo che la protesta in atto, sprovvista di proposte alternative, serva soltanto aprof. ricercatori baronali. Infatti, in qualunque modo si imposterà il nostro futuro è fot..to.
    qualcuno si è chiesto perchè i prof spingono per la protesta?
    Bene se non ci sono concorsi, LORO non possono gestirli e quindi perdono il loro potere politico.
    L’unica proposta che NOI possiamo fare (UTOPIA) è che vengano licenziati in tronco tutti i prof e ricerc che risultano inattivi o poco attivi (sono in tanti), in modo da poter lasciare spazio alle menti più giovani.
    C’è un articolo, non vorrei sbagliare ART. 72 comma 1, che dice: <>
    Perchè i VECCHI prof non utilizzano questo articolo per andare via e liberare risorse per i giovani?
    Sono convinto che non dovrebbero protestare gli studenti, i ricer precari ecc. contro il governo ma i giovani contro i vecchi….. noi lavoriamo per pagare le pensioni che non avremo mai…

  10. persona stufa di sentire assurdità
    martedì, 28 ottobre 2008 alle 21:59

    a parte il fatto che molti ( se non il 90% delle persone che stanno protestando) non hanno capito che non si tratta del decreto legge della Gelmini ma bensì della finanziaria 2009 ( legge 133/09) e quindi partono già manipolati da chi fa della cattiva informazione la sua arma.

    secondo luogo l’avete scritto anche voi e CITO testuali parole:

    “I TRASFERIMENTI a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie SONO ESENTI DA TASSE e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo E SONO INTERAMENTE DEDUCIBILI DAL REDDITO del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.”

    ma sapete leggere o no?? interamente deducibili=restituzione tramite un conguaglio (come avviene solitamente in questi casi infatti non ci sarà mai un vero esborso monetario) delle spese sostenute per l’università.

    ciò vuol dire si un “semiprivatizzazione” ( passatemi il termine) dell’università, ma che vorrà poi dire un riborso.

    PIANTATELA DI CREARE CAOS E PAURE INUTILI ALLA GENTE PERCHè QUESTE ACCUSE E QUESTE FALSE RIVELAZIONI CREANO SOLO TIMORE E INUTILI INCOMPRENSIONI!

  11. martedì, 28 ottobre 2008 alle 22:58

    @Magoo: domani sarà il giorno della verità… sono molto scettico sulla modifica del decreto, ma la speranza è l’ultima a morire. Continuate a protestare! Non bisogna mollare!

    @Ricercatore precario: il sistema universitario è marcio ormai da tanti anni e la riforma Berlinguer del 3+2 non ha fatto altro che aumentare i costi e il numero di corsi di laurea, di professori e di ricercatori. Adesso però non trovo assolutamente giusto che NOI dobbiamo pagare per errori altrui fatti in passato. Che tagliassero il numero dei parlamentari, il loro numero, si eliminassero tutti i vantaggi e si dia anche un bel taglio netto alle spese militari, ma non all’istruzione… è sacrosanta per il futuro del nostro paese!

    @Persona stufa di sentire assurdità: per quanto riguarda la prima parte, riporto le parole dell’inizio del mio articolo: “Innanzitutto bisogna dire che non si tratta di una riforma della scuola e dell’università, ma si tratta di un decreto collegato alla legge finanziaria, e quindi sono direttive che provengono dal ministro Tremonti.”
    Per quanto riguarda i TRASFERIMENTI a titolo di contributo o di liberalità, non si intendono le tasse, ma si intendono le DONAZIONI fatte da terzi. Ti sembra una cosa logica che io pago mille euro di tasse e l’anno dopo ricevo un rimborso di 900 euro? A sto punto tutti andrebbero all’unviersità… tanto è quasi gratis!!!

  12. mercoledì, 29 ottobre 2008 alle 15:14

    invece di protestare ringraziate chi ha votato berlusconi!
    (commento puramente ironico e sarcastico)

  13. mercoledì, 29 ottobre 2008 alle 23:26

    @Vincenzo007: Già!…

  14. beppe023
    giovedì, 30 ottobre 2008 alle 12:24

    Non commento nulla della riforma, ti dico solo che i “miliardi per le banche” non sono stati spesi, ma stanziati. è una cosa completamente diversa.

  15. arcimboldo
    venerdì, 31 ottobre 2008 alle 10:23

    Se volete un esempio di quali sono i veri tagli che andrebbero fatti all’università, date un occhiata a questa pagina: http://www.giordanobruno.info/nolano/Finanziamenti.htm

  16. venerdì, 31 ottobre 2008 alle 11:19

    @Beppe023: spesi o stanziati cambia poco, perchè allora non hanno stanziato soldi per l’istruzione e la ricerca?

    @Arcimboldo: grazie per la segnalazione, purtroppo esempi come questi penso ce ne siano parecchi.

  17. Angelo Farina
    sabato, 1 novembre 2008 alle 17:58

    Per persona stufa di sentire assurdità, che scrive:

    ma sapete leggere o no?? interamente deducibili=restituzione tramite un conguaglio (come avviene solitamente in questi casi infatti non ci sarà mai un vero esborso monetario) delle spese sostenute per l’università.

    Secondo me sei tu che non sai leggere, oppure, forse, non hai mai fatto la dichiarazione dei redditi.
    Si dice “interamente deducibile” una spesa che puo’ venire detratta dal reddito fiscalmente rilevante ai fini IRPEF, inserendone l’importo nella apposita casella, quando si fa la dichiarazione dei redditi. In tal modo, riducendo il reddito imponibile, si pagano meno tasse. Ma mica si viene rimborsati dell’intero importo di queste spese, quel che si risparmia e’ pari alla percentuale di tassazione IRPEF, che dipende dal tuo scaglione di reddito. Io ad esempio ho una percentuale di tassazione del 41% circa, quindi se “dono” 10000 Euro all’Universita’, risparmio circa 4100 Euro di tasse, e quindi ho avuto un costo reale di soli 5900 Euro.
    Se la donazione e’ fatta per una universita’ pubblica, questa agevolazione fiscale e’ gia’ in essere, e da molti anni! La legge 133 estende tale agevolazione anche alle nuove “fondazioni di diritto privato”, e’ solo questa la novita’.
    Ora, sebbene sia gia’ possibile fare queste donazioni ricevendone un cospicuo beneficio fiscale, non e’ che all’Universita’ ne arrivino moltissime (qualcuna pero’ in effetti arriva). La cosa andrebbe pubblicizzata di piu’…
    Anche perche’, nel fare la donazione, non e’ che si buttino i soldi in un calderone, si puo’ “finalizzare” la donazione al supporto di ricerche meritevoli o di specifici settori di ricerca (ad es., ricerca sul cancro, sulle energie rinnovabili, sul risanamento ambientale).
    Cosi’ facendo dovrebbero venire premiati quei gruppi che studiano problemi reali ed importanti per la societa’, mentre dovrebbero restare (giustamente) senza finanziamenti coloro che studiano la riproduzione dei coleotteri africani o altre amenita’ astruse e del tutto inutili.

    Segnalo inoltre che:
    – se le somme sono versate da un azienda, anziche’ da un privato, anziche’ aversi la deduzione dal reddito si ha un detrazione di imposta nella misura del 50%, quindi molto alta.
    – se infine le somme erogate sono finalizzate all’erogazione di borse per il dottorato di ricerca, la percentuale di rimborso fiscale, come detrazione di imposta, cresce al 60%.

    Qualunque azienda un attimo lungimirante dovrebbe capire che ha interesse ad utilizzare queste forme di supporto alla attivita’ di formazione e di ricerca. Ad esempio, finanzia una borsa di dottorato su un tema di ricerca che le interessa (dico a caso: sviluppo di imballaggi a basso impatto ambientale, oppure tecniche di pastorizzazione degli alimenti a freddo e senza agenti chimici). Durante i tre anni di dottorato, magari fa anche un contratto di ricerca sullo stesso tema, cosi’ il dottorando si trova la dotazione economica per fare una ricerca seria: acquisto strumenti, materiale di consumo, viaggi in laboratori esteri, etc.
    Alla fine dei tre anni, oltre ai risultati scientifici ottenuti (che sono gia’ di per se un ritorno importante per l’azienda), essa si trova anche una figura professionale di altissimo profilo, pronta a venire assunta… E qui viene il bello: in caso di assunzione del neo-ricercatore, la legge da’ ulteriori agevolazioni economiche all’azienda… Con la vecchia legge del 1999 era un “assegno di assunzione” di 50 milioni delle vecchie lire, quindi mica da buttar via, e’ piu’ di un anno di stipendio!
    Tutto questo e’ in vigore dal 1999, ma pochissime aziende lo sanno, mentre sarebbe una cosa utilissima sia per le aziende che per le universita’ E soprattutto per i giovani che, da grandi, vogliono fare i ricercatori…
    Ora, grazie al bailamme che si e’ fatto attorno alla legge 133, tutti sanno che ci saranno benefici fiscali a chi eroga fondi alle nuove “Universita’ di diritto privato”. Ma se non si dice in giro che analoghi, anzi migliori, incentivi fiscali sono gia’ in essere per le unversita’ pubbliche, si fa cattiva informazione, perdendo ancora una volta l’occasione di innestare quel circuito virtuoso che il legislatore sperava di attivare gia’ nel 1999, ma che nei fatti e’ rimasto semisconosciuto…

    Saluti

    Angelo Farina, Universita’ di Parma

  18. lunedì, 3 novembre 2008 alle 22:26

    @Angelo Farina: meglio di cosi non potevi spiegarlo. Grazie per il tuo contributo al blog.

  19. mercoledì, 26 novembre 2008 alle 15:50

    ecco distruggere l’università pubblica in 133 modi diversi. ricordiamo cosa dice l’articolo 3, comma 2 della costituzione. ma anche l’articolo 9. dovrei allora citare anche l’art. 32, 33, 34, 35 e tanti altri ancora. è inn+utile nascinderci dietro un dito, questa legge è incostituzionale e non doveva essere appprovata(in 9minuti) in nessun modo. in una situazione di crisi non si può tagliare i fondi all’istruzione in particolare, per poi finanziare banche, e grandi imprese. bisogna ribellarci, l’onda sismica si è fatta sentire…il futuro sono gli studenti. citerei uno striscione che hanno scritto i ragazzi di torino: come facciamo a crepare in fabbrica se ci ammazzate prima?

  20. Augusto
    mercoledì, 20 maggio 2009 alle 11:33

    Sono completamente d’accordo,era ora, mi sono laureato da poco in Ingegneria Meccanica e, gli sprechi visti negli anni in cui l’ho frequentata mi hanno nauseato.

    Complimenti al governo, era ora di un pò di pulizia, andassero a fare qualche altro mestire tutti questi “magna pane a tradimento”.

    Vergognatevi professori.

  21. rzr 900
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  2. sabato, 25 ottobre 2008 alle 16:08
  3. mercoledì, 29 ottobre 2008 alle 10:06
  4. giovedì, 30 ottobre 2008 alle 13:21
  5. giovedì, 30 ottobre 2008 alle 15:27
  6. giovedì, 30 ottobre 2008 alle 22:02
  7. domenica, 2 novembre 2008 alle 18:41
  8. martedì, 21 giugno 2011 alle 19:50

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