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Elezioni europee 2009: l’analisi del voto

Il voto delle elezioni europee appena concluse ci ha fornito delle indicazioni ben precise:
1) l’Europa così com’è non funziona
2) il modello di integrazione all’italiana è fallito
3) la globalizzazione anche

L’exploit della Lega Nord in Italia e dei partiti di estrema destra nel resto del continente ha evidenziato tutta l’insofferenza della gente verso lo “straniero” che arriva nel proprio paese. Questa insofferenza è stata sicuramente amplificata dalla crisi economico-finanziaria che sta attanagliando il mondo.
La storia ci insegna, infatti, che nei periodi di crisi i governi reagiscono adottando politiche protezionistiche, tendendosi a chiudere verso l’esterno. I popoli a loro volta, rispondono con un aumento di intolleranza verso chi arriva dall’estero per lavorare, in un periodo in cui la disoccupazione è elevata. Le urne hanno dimostrato proprio questo.

L’exploit dell’Italia dei Valori è invece di natura politica.
L’assenza di una linea politica chiara del PD ha spostato molti voti sul partito di Di Pietro, che in Parlamento è l’unico a dare la sensazione che esiste ancora un’opposizione. Adottando temi come la questione morale e il conflitto d’interessi dimenticati dal resto del centro-sinistra, è riuscito infatti, a guadagnare una fetta di elettorato deluso di centro-sinistra.

Per quanto riguarda gli altri partiti, il PdL ha registrato una lieve flessione (-2%) rispetto alle scorse politiche, mentre è rimasta sostanzialmente invariata rispetto alle scorse europee, anche se in questo caso il PdL ancora non esisteva.
Il Pd invece ha avuto un forte calo sia rispetto alle scorse politiche (-7%) sia rispetto alle scorse europee (-5%), anche in questo caso però, il PD non esisteva.

Infine i comunisti. Dopo essere rimasti fuori dal Parlamento italiano sono riusciti nell’impresa di fallire anche l’appuntamento europeo presentandosi divisi. La corrente di Ferrero (Rifondazione, Comunisti italiani e Sinistra europea), si è presentata con il simbolo della falce e martello, mentre la corrente di Vendola si è presentata con il simbolo Sinistra e Libertà. Entrambi gli schieramenti hanno ottenuto poco più del 3% dei voti che sommati avrebbero eguagliato i voti dell’UDC di Casini, mentre divisi non hanno superato lo sbarramento del 4%, utile per accedere alla spartizione dei seggi. Vendola dà la colpa a Ferrero, Ferrero dà la colpa a Vendola ed entrambi danno la colpa alla legge che ha istituito questo sbarramento… ai posteri l’ardua sentenza.

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