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Archive for the ‘Politica’ Category

Sciopero dell’informazione

venerdì, 9 luglio 2010 Lascia un commento

Oggi 9 luglio 2010, l’informazione non è.

Lo sciopero è stato indetto contro il ddl intercettazioni che sarà presentato alle camere a fine mese.

Questo il comunicato della FNSI che spiega le ragioni dello sciopero.

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No al bavaglio! Il testo del ddl sulle intercettazioni

giovedì, 20 maggio 2010 1 commento

Non mi voglio dilungare sugli effetti tremendi che questo disegno di legge avrà sulla libertà di stampa e sull’informazione, di questo se ne parla tanto su tutti i giornali e su tutte le tv… tutti sono contro questo testo…. tutti tranne il capo del regime e i suoi scagnozzi, che faranno di tutto per tappare la bocca a chiunque gli possa mettere i bastoni tra le ruote.

Con questo post, invece, voglio invitare a informarvi sul contenuto del ddl, leggendo il testo originale che trovate qui, e magari i relativi approfondimenti.

Ma soprattutto voglio invitarvi ad INFORMARE quante più persone possibili su ciò che sta accadendo nel nostro paese, sul pericolo che la democrazia sta correndo.

Firmate la petizione su Nobavaglio.it e unitevi alla pagina Nobavaglio di Facebook

Oppure metteteci la faccia!
Fotografatevi con un post-it sulla bocca e pubblicate la vostra foto su Facebook oppure su Repubblica


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Il testo del decreto Romani

sabato, 20 marzo 2010 Lascia un commento

Più volte su queste pagine ho scritto sulle varie “ridicole” proposte di legge che ci sono state per “regolamentare la rete” (leggi mettere il bavaglio).
L’ultima news in ordine di tempo riguarda l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto “decreto Romani”.
Dopo le numerose contestazioni, il testo che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi esclude esplicitamente (evitando così la confusione precedentemente creata) blog, giornali online, siti Internet tradizionali e motori di ricerca, specificando “a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse”.

Infatti, rispetto alla prima versione, il decreto ha escluso una più ampia di tipologia di siti internet dalle responsabilità di media televisivi (obbligo di rettifica e di dichiarazione di inizio attività).
Per fortuna i nostri politici hanno capito che un blog come questo non è una tv, e che tra un blog come questo e Youtube c’è una “lieve” differenza.

Qui il testo completo del decreto

Qui una disamina più dettagliata

I precedenti tentativi di imbavagliare la rete
Aprile 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Novembre 2008

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I patti lateranensi e il crocifisso nelle scuole e negli edifici pubblici

sabato, 6 febbraio 2010 3 commenti

Non ero mai stato così tanto tempo senza scrivere nulla…. più di due mesi!
Tra tante cose ho tralasciato il blog, ma con questo 2010 spero di ridare nuova linfa a queste pagine…

Ne sono successe di cose… sono negli occhi di tutti le immagini terribili del disastroso terremoto di Haiti e della rivolta degli immigrati di Rosarno, tutti ricordiamo la statuetta del duomo di Milano lanciata sul volto di Berlusconi e la donna che ha buttato giù per terra il Papa, ma tutti hanno dimenticato due cose: l’influenza A e la sentenza della Corte dei Diritti Umani di Strasburgo sulla presenza del crocifisso nelle scuole, contro la quale il governo ha presentato ricorso.
E’ su quest’ultima questione che voglio soffermarmi e aprire il 2010 di “A Ruota Libera”.
Non ho intenzione di dire se è giusto o sbagliato, voglio solo fare un pò di storia sul perchè in Italia è presente il crocifisso nelle aule scolastiche… e non è certo perchè siamo un paese a maggioranza cattolica.

L’esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche viene disposta mediante circolare con riferimento alla Legge Lanza del 1857 per la quale l’insegnamento della religione cattolica era fondamento e conoramento dell’istruzione cattolica, posto che quella era la religione di Stato.
L’esposizione del crocifisso negli uffici pubblici in genere, è data con ordinanza ministeriale 11 novembre 1923 n. 250, nelle aule giudiziarie con Circolare del Ministro Rocco, Ministro Grazia e Giustizia, Div. III, del 29 maggio 1926, n. 2134/1867 recante “Collocazione del crocifisso nelle aule di udienza”.

In materia scolastica si ricordano, le norme regolamentari art. 118 Regio Decreto n. 965 del 1924 (relativamente agli istituti di istruzione media) e allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928 (relativamente agli istituti di istruzione elementare), che dispongono che ogni aula abbia il crocifisso.
Con circolare n. 367 del 1967, il Ministero dell’Istruzione ha inserito nell’elenco dell’arredamento della scuola dell’obbligo anche i crocifissi.
Nei Patti Lateranensi e successivamente nelle modifiche apportate al Concordato con l’Accordo ratificato e reso esecutivo con la L. 25 marzo 1985 n.121, nulla viene stabilito relativamente all’esposizione del crocifisso nelle scuole o, più in generale negli uffici pubblici, nelle aule del tribunale e negli altri luoghi nei quali il crocefisso trova ad essere esposto.

Ma vediamo pià da vicino i Patti Lateranensi.
L’11 febbraio 1929, il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini, capo del Fascismo, come primo ministro italiano firmarono un accordo bilaterale tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica. Il Concordato, conosciuto a tutti con il nome dei Patti Lateranensi dal nome del palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, disciplina l’attività ecclesiastica all’interno dello Stato stesso.

I Patti Lateranensi constavano di due distinti documenti:
il Trattato che riconosceva l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato della Città del Vaticano; con diversi allegati, fra cui, importante, la Convenzione Finanziaria;
e il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo.

Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio ed il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma e di rendere il clero esente dal servizio militare.
I Patti, inoltre, garantirono alla Chiesa il riconoscimento di religione di Stato in Italia, con importanti conseguenze sul sistema scolastico pubblico, come l’istituzione dell’insegnamento della religione cattolica.
Questa era già presente nelle scuole dal 1923 quando, durante il primo governo fascista, la riforma della scuola rese obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica con decreto reale del 1° ottobre del 1923, n 2185, del fascista Giovanni Gentile.
Con il concordato del 1929 poi, si introduceva e rendeva obbligatoria l’ora di religione anche nelle scuole medie e superiori, quale «fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica».

Nel 1948 i Patti furono riconosciuti costituzionalmente nell’articolo 7, («Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale».), con la conseguenza che lo Stato non può denunciarli unilateralmente come nel caso di qualsiasi altro trattato internazionale, senza aver prima modificato la Costituzione. Qualsiasi modifica dei Patti deve inoltre avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede.

Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l’approvazione del governo italiano. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall’ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico. Fu anche stabilito che l’ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa, scelta che deve essere effettuata e comunicata all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico successivo.

Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_Lateranensi
http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/23124.html

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Fermiamo il Cavaliere

martedì, 13 ottobre 2009 2 commenti

Dopo la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi è un “Cavaliere alla riscossa”.
“Ha una paura il Cavaliere. Di essere condannato a Milano nei processi Mills e diritti tv. E, subito dopo, di essere sbalzato via di sella da Napolitano. L’incubo del ’94 che ritorna”.
Dopo aver offeso con parole pesanti prima il Capo dello Stato e poi Rosi Bindi (rimasta per alcuni secondi allibita dopo aver udito quella frase, “lei è più bella che intelligente”), dopo essersela presa con le “toghe rosse”, il premier infuriato ha deciso di agire per fermare il complotto comunista ordito contro di lui.

Cosa ci aspetterà?
Un autunno e un inverno infuocati, dove il Parlamento sarà il campo di battaglia nel quale saranno in gioco la libertà e la democrazione di una nazione. Si cercherà di far passare leggi per favorire la prescrizione dei processi in cui Silvio è indagato, per favorire l’immunità, per arrivare entro il 2013 al presidenzialismo, il tutto per erigere un uomo al di sopra di tutto e di tutti.
Visto che l’opposizione non è in grado di fermarlo (vedi le assenze decisive in aula sul voto per il Lodo Alfano), non ci resta che farlo noi, attraverso l’informazione. L’unica arma che abbiamo. Abbiamo il diritto e il dovere di informare le persone su quello che sta accadendo in Italia, di raccontare come stanno realmente i fatti, visto che le tv di stato sono in mano sua. Ormai ne sanno più all’estero di noi su quello che sta succedendo alla democrazia italiana. Ogni giorno i giornali esteri riportano articoli su Berlusconi e la politica italiana, “sputtanando” non solo lui, ma un’intero popolo… e per usare uno slogano usato dal PdL in campagna elettorale… RIALZATEVI ITALIANI!

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Quanto è sicuro il pacchetto sicurezza?

venerdì, 25 settembre 2009 Lascia un commento

Cari lettori, questo era un articolo che volevo scrivere un bel pò di tempo fa, ma poi gli impegni (e soprattuto le vacanze 🙂 ) hanno fatto andare nel dimenticatoio…
Oggi, però, mi sono imbattuto di nuovo in questo video pubblicato da Repubblica, che riprende un filmato mandato in onda da Ballarò, in cui si vede il buon Silvio di 12 anni fa (uguale a quello di oggi.. per lui gli anni sembrano non trascorrere mai), attaccare l’allora governo Prodi per i respingimenti degli albanesi.
Visto che tutti noi abbiamo la memoria corta, ve lo propongo anche se in ritardo…

Oggi non devo essere io a farvi la cronaca di quello che è successo e quello che sta succedendo per la “questione immigrati”. Mi limito a invitarvi a leggere il testo del cosiddetto pacchetto sicurezza, che circa due mesi fa è diventato legge.

Coerenza?

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Categorie:Attualità, Politica

Videocracy: basta apparire

venerdì, 4 settembre 2009 Lascia un commento

“In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine….”

E’ questa la frase con cui inizia la descrizione del film-documentario Videocracy sul sito della Fandango, che distribuirà il film nelle sale italiane a partire da oggi 4 settembre.

Ho deciso di scrivere un post su questa pellicola per dargli un pò di visibilità, visto che in una videocrazia come la nostra è stato impossibile per i produttori ricevere un pò di pubblicità sia sulle reti (pubbliche?) che su quelle private (ma questo era scontato), perchè il trailer del film in questione era un messaggio politico.

Il regista Erik Gandini attraverso le testimonianze di Lele Mora, Babrizio Corona, Simona Ventura e Flavio Briatore mette in luce il funzionamento del sistema televisivo italiano che da 30 anni ci fa il lavaggio del cervello e che ha portato al potere Berlusconi.

Alla prima del Festival di Venezia, il filma ha riscosso un enorme successo, mentre sui Tg si è continuato a parlare solamente del film di Tornatore (Baarìa). Niente da eccepire, sarà pure un capolavore come i suoi film passati, ma proprio non mi va giù il fatto che al film prodotto e distribuito da Medusa venga dato tanto risalto e ad un altro film italiano in concorso non venga dedicata nemmeno una notizia senza filmato.

Prima di lasciarvi al trailer del film, eccovi l’ultima dichiarazione del nostro presidente del consiglio, rilasciata poche ore fa sul caso Boffo, che ristrae perfettamente la situazione di m…. in cui ci troviamo!

Il trailer di Videocracy (condividetelo!)

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