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Il testo del decreto Romani

sabato, 20 marzo 2010 Lascia un commento

Più volte su queste pagine ho scritto sulle varie “ridicole” proposte di legge che ci sono state per “regolamentare la rete” (leggi mettere il bavaglio).
L’ultima news in ordine di tempo riguarda l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto “decreto Romani”.
Dopo le numerose contestazioni, il testo che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi esclude esplicitamente (evitando così la confusione precedentemente creata) blog, giornali online, siti Internet tradizionali e motori di ricerca, specificando “a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse”.

Infatti, rispetto alla prima versione, il decreto ha escluso una più ampia di tipologia di siti internet dalle responsabilità di media televisivi (obbligo di rettifica e di dichiarazione di inizio attività).
Per fortuna i nostri politici hanno capito che un blog come questo non è una tv, e che tra un blog come questo e Youtube c’è una “lieve” differenza.

Qui il testo completo del decreto

Qui una disamina più dettagliata

I precedenti tentativi di imbavagliare la rete
Aprile 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Novembre 2008

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Libertà di espressione in Rete: ultime news

mercoledì, 29 aprile 2009 3 commenti

Importanti novità sul fronte della libertà di espressione sulla rete.

Iniziamo dalla più recente.

Nella notte appena trascorsa è stato cancellato il famoso emendamento D’Alia che prevedeva la facoltà per il governo di chiudere, su segnalazione della magistratura, i siti o le piattaforme che ospitino affermazioni o contenuti che integrino un ampio arco di fattispecie riconducibili all’apologia di reato. Qui potete trovarne una buona disamina

Sempre nella giornata di ieri, dodici parlamentari, hanno costituito “Intergruppo 2.0” per “… discutere con te di Internet e dei suoi strumenti, per capire come sfruttarne al massimo le opportunità e definire insieme nuove regole per il Web”. Era ora che le leggi su internet venissero fatte da gente che usa il pc e non di gente che non sa manco cos’è un social network!

Restando sempre in Italia, il mese scorso una sentenza della Corte di Cassazione (Terza Sezione Penale, sentenza 10535) ha finalmente stabilito che blog e forum non sono sottoposti alla disciplina prevista per la stampa stampa perchè sono delle semplici aree di discussione nelle quali ciascuno utente esprime le proprie opinioni. La sentenza mette in chiaro una volta per tutte che i titolari di blog e forum non possono essere responsabili dei commenti altrui, per i quali rispondono solo gli utenti che li hanno scritti, e allo stesso modo, che nè loro, nè coloro che postano i commenti, possono essere incrimnati per i reati di stampa clandestina e diffamazione a mezzo stampa. Cadono inoltre le assurde pretese di sottoporre i blog a famtomatiche registrazioni presso ROC e Tribunali, e la possibilità di costringerli a dotarsi di un Direttore Responsabile.

Due vittorie per la libertà di espressione… speriamo che si continui su questa strada!

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Arriva la legge salva blog

mercoledì, 3 dicembre 2008 2 commenti

Cosa ci poteva salvare dalla legge ammazza blog se non la legge salva blog?

Prima di entrare nel merito facciamo un passo indietro.

I primi di novembre si viene a sapere che è ritornata a viaggiare tra una scrivania e l’altra di Palazzo Montecitorio la vecchia legge Levi-Prodi definita l’ammazza blog, e subito riscoppiano le polemiche e le proteste del popolo della rete, cosicchè dopo un paio di settimane arriva la notizia che l’On. Levi cancellerà parte della sua proposta per venire incontro alle numerose richieste dei blogger, ma non basta… i blogger non sono soddisfatti.

Arriviamo al 19 novembre,  l’On. Roberto Cassinelli, deputato di Forza Italia presenta una proposta di legge definita “salva blog”. L’effetto? Una nuova ondata di critiche ancora più pesanti!!!
Ma questa volta il risultato è diverso. L’On. Cassinelli decide di ascoltare le critiche mosse dalle migliaia di commenti giunti al suo blog e propone di scrivere insieme ai blogger stessi la nuova proposta di legge. Ed è così che si arriva al 30 novembre, data della presentazione della proposta 2.0 della legge “salva blog”

Vediamola insieme. (Qui il testo originale)

Modifiche all’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, in materia di definizioni e
disciplina del prodotto editoriale, e all’articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, n. 47,
per l’abolizione del reato di stampa clandestina

ART. 1.
1. Al comma 3 dell’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, primo periodo, dopo le parole « Al prodotto editoriale» sono inserite le seguenti « realizzato su supporto cartaceo».
2. Al comma 3 dell’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, secondo periodo, dopo le parole « Il prodotto editoriale» sono inserite le seguenti « realizzato su supporto cartaceo ».

ART.2
Dopo il comma 3 dell’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è inserito il seguente comma 4: « 4. Sono esclusi dagli obblighi previsti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, tutti i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet, ed in particolare quelli utilizzati quale strumento di espressione del pensiero e di aggregazione sociale e culturale, ad eccezione di quelli per cui sussista almeno una delle seguenti fattispecie:
a) il prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet risulta essere l’edizione telematica di un prodotto editoriale realizzato su supporto cartaceo per il quale sussistono tali obblighi, e con esso ha in comune
l’editore o il direttore responsabile;
b) l’editore del prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet intende avvalersi delle provvidenze previste
dall’articolo 3;
c) il prodotto editoriale pubblicato sulla rete internet ha quale scopo unico o prevalente la pubblicazione e diffusione di notizie di attualità, cronaca, politica, costume, economia, cultura o sport, e sussistono entrambe le seguenti condizioni: il prodotto editoriale è gestito in modo professionale da una redazione di almeno due persone regolarmente retribuite; contiene al proprio interno inserzioni pubblicitarie che complessivamente costituiscono per l’editore fonte di reddito lordo per un importo non inferiore ad Euro
36.000 annui».

ART. 3.
1. L’articolo 16 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è interamente sostituito dal seguente: « art. 16 (Omessa registrazione)
– 1. Chiunque intraprenda la pubblicazione di un prodotto editoriale periodico senza che sia stata eseguita la registrazione di cui all’art. 5, ove richiesta, è punito con la sanzione amministrativa sino a euro 500. 2. La stessa sanzione si applica a chiunque pubblica un prodotto editoriale non periodico, del quale non risulti il nome dell’editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero».

Innanzitutto volevo congratularmi con l’On. Cassinelli per il modo in cui ha affrontato la questione (e detto da uno che da queste pagine ha mosso critiche durissime verso il Governo attuale è più che un complimento! :-)). Finalmente un politico ha capito che per fare una legge che regolamenti la rete e l’universo dei blogger c’è bisogno di confrontarsi con i diretti interessanti, nel modo con cui comunicano i diretti interessati.
Per quanto riguarda la legge, penso che l’articolo 2 sia il più importante e dà un confine netto e preciso ai blog che devono registrarsi e quelli che non devono (ovvero la stragrande maggioranza).
Mi sembra giusto che chi trae un cospicuo profitto dal suo sito/blog debba pagare le tasse ed essere registrato. E non penso che Google AdSense porti a guadagnare 36mila euro lordi all’anno, quindi la maggior parte dei blogger può dormire sonni tranquilli.

Adesso non ci resta che sperare che questa proposta non venga modificata e stravisata dal Parlamento e da qualche emendamento dell’ultim’ora… Cassinelli ha promesso che vigilerà anche su questo… staremo a vedere!!!

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